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I Test Psicodiagnostici: il "TAT - Test di Appercezione Tematica"

Test di Appercezione TematicaIl Test di Appercezione Tematica (TAT) è un test proiettivo di personalità ideato, alla fine degli anni 30, da Henry Murray e dalla studentessa Christiana Morgan con lo scopo di valutare le reazioni a stimoli interpersonali ambigui. 

Prima di procedere con una descrizione più approfondita del test vorremo spendere due parole sui test proiettivi, categoria di cui fa parte il TAT come abbiamo detto.

I test proiettivi sono test che usano gli stimoli visivi per far emergere nel soggetto il contenuto psichico inconscio che si vuole misurare.

I più noti sono il Children Apperception Test (CAT o Test di Appercezione Tematica per Bambini), il Test del disegno della figura umana (Draw-a-Person test o DAP), il Test di Rorschach e il Test di Appercezione Tematica (TAT) appunto. 

Lindzey nel 1959 suddivide le tecniche proiettive in cinque categorie principali:

  1. le tecniche d'associazione - parliamo di macchie d'inchiostro e di tecniche di associazione di parole;

  2. le tecniche di costruzione - queste includono i metodi di disegno di figure umane e di creazione di storie, come il TAT;

  3. le tecniche di completamento - si tratta di test di completamento frasi e del Rosenzweig Picture Frustation Study;

  4. le tecniche di selezione - ovvero il Szondi Test ed il Luscher Color Test;

  5. le tecniche di espressione - tra queste abbiamo il gioco con le bambole, i pupazzi e l'analisi grafologica.

Sono state mosse diverse critiche negli anni a questa tipologia di test (Dawes, 1994; Lowenstein, 1987) e le critiche riguardavano e riguardano ancora la scarsa garanzia di oggettività della misurazione.

Nonostante le dure critiche però, i test proiettivi continuano a riscuotere un'ampia popolarità fra i clinici; Anastasi nel 1982 osservò che "le tecniche proiettive presentano una curiosa discrepanza fra ricerca e pratica: quando sono considerati come strumenti psicometrici, la larga maggioranza mostra una scarsa validità, mentre la loro popolarità nella pratica clinica continua a non venire scalfita".

Ma vediamo nel dettaglio la struttura del TAT: la sua forma definitiva prevede 31 tavole in cui vengono rappresentate foto, immagini e quadri dal significato ambiguo. Di queste 31 tavole, 11 vengono usate per tutti i soggetti, le altre 20 sono specifiche per categorie di età e genere.

Nelle Tavole troviamo rappresentate uno o più personaggi in varie situazioni di vita; il soggetto deve sedersi di spalle allo psicologo per favorire le libere associazioni e deve costruire una storia intorno alla figura presentata, raccontando cosa potrebbe essere successo prima, durante ed in seguito a ciò che è raffigurato, descrivendo anche il carattere, i pensieri ed i sentimenti dei personaggi illustrati.

L'ambiguità e la poca strutturazione dello stimolo sono le caratteristiche fondamentali delle tecniche basate sulla proiezione. L'ipotesi centrale è che il soggetto si identifichi con il personaggio delle tavole, con l'eroe, avvicinandosi così in maniera indiretta, almeno in parte, ai propri vissuti e al proprio mondo interno.

Il tempo medio di somministrazione, calcolo del punteggio e interpretazione del TAT è approssimativamente di un'ora e mezza.

C'è un modesto supporto riguardo alla validità di costrutto di molti schemi di punteggio del TAT.
In particolare, non sono disponibili norme adeguate, l'attendibilità del test-retest è discutibile e non esistono studi che dimostrino che questi sistemi non vengano influenzati dalla variabilità culturali.
Come osserva Ryan (1985) "I professionisti nell'interpretare il TAT usano spesso differenti sistemi, una combinazione di metodi personali o addirittura nessuna metodologia. Questa è la rovina dell'utilizzo di questo test e ciò suggerisce anche che nella pratica comune l'interpretazione del TAT si basa su strategie di validità ed affidabilità non dimostrate, con risultati potenzialmente pericolosi".


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