Uno sguardo Esperto

Le Terapie Sessuali: l'Approccio Mansionale Integrato

Le Terapie Sessuali

Le Terapie Sessuali: quando nascono e come si sono sviluppate nel corso degli anni. Un breve excursus storico.

La nascita della sessuologia moderna viene classicamente fatta risalire al 1948, anno in cui, in America, Kinsey pubblica il primo rapporto sul comportamento sessuale dell’uomo (qualche anno più tardi, nel 1953, Kinsey pubblicherà il rapporto relativo alla sessualità femminile).

In questi rapporti vengono esplorati, studiati scientificamente, aspetti relativi ai comportamenti sessuali della popolazione statunitense che, fino ad allora, venivano tendenzialmente o ignorati o addirittura considerati patologici (ad esempio l'autoerotismo e l’omosessualità).

Da questo momento in avanti la ricerca prende piede e comincia ad interessarsi dello studio dell’anatomia e della fisiologia della risposta sessuale maschile e femminile, rendendo sempre più “normale e naturale” il comportamento sessuale stesso

Nel 1970 una nuova svolta la danno gli studi di Masters e Johnson, precursori della moderna terapia sessuale: la Psicoterapia Mansionale Integrata (PMI). Lo scopo di questa terapia consiste nella risoluzione del sintomo sessuale e questo perchè il presupposto è che le disfunzioni sessuali non abbiano necessariamente radici profonde ma che piuttosto o meglio spesso, siano il risultato di problematiche più superficiali come ad esempio quali la previsione di una prestazione scadente, la paura di essere respinti, l’incapacità di controllare le proprie emozioni. I due studiosi allora introducono una componente comportamentale al trattamento, dei veri e propri protocolli mansionali che i pazienti si impegnano a eseguire.

La Psicoterapia Mansionale Integrata si applica fondamentalmente alle disfunzioni sessuali e fa spesso parte di un percorso di terapia di coppia anche se questo non toglie che i suoi principi possano essere applicati in terapie individuali. La  Psicoterapia Mansionale Integrata è attualmente considerata la strategia terapeutica più adatta, in termini di tempi e costi, per affrontare le disfunzioni sessuali, laddove ovviamente queste non si radichino in problemi intrapsichici e relazionali gravi.

La Kaplan in seguito, nel 1974, propone una terapia sessuale integrata che coniuga i protocolli mansionali di Masters e Johnson con la terapia sistemica e quella psicodinamica. Il suo modello è detto trifasico perchè prevede tre fasi della risposta sessuale: desiderio, eccitazione eorgasmo. Questo modello ha riscosso un vasto consenso tra gli studiosi ed è stato ripreso dal DSM (vedi articolo su "La Diagnosi dei Disturbi Sessuali e il DSM-5").

Gli interventi avvengono a due livelli. Un primo livello è centrato su prescrizioni di interazioni sessuali strutturate che la coppia deve impegnarsi a praticare tra le mura domestiche; un secondo livello invece è centrato sull'interpretazione e sull'analisi delle dinamiche che agiscono nella coppia. Un aspetto importante da sottolineare in questo tipo di terapia è rappresentato dal suo carattere flessibile e variabile: i compiti che vengono prescritti tengono conto sia dalla personalità dei pazienti che dell’orientamento del terapeuta.

Bibliografia

  • Fenelli A., Lorenzini R., 1999, “Clinica delle disfunzioni sessuali”, Carocci, Roma

  • Gulotta G., 1997, “Lo Psicoterapeuta Stratega”, Francoangeli, Milano

  • Kaplan H.S. (1974), tr. It. “Nuove terapie sessuali”, 1976, Bompiani, Milano

  • Rifelli G., 1998, “Psicologia e psicopatologia della sessualità”, Il Mulino, Milano

  • Simonelli C. (a cura di), 1996, “Diagnosi e trattamento delle disfunzioni sessuali”, Franco Angeli, Milano

  • Simonelli C. (a cura di), 2006, L'approccio integrato in sessuologia clinica, Franco Angeli, Milano

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